sabato, 17 dicembre 2005

Il Radon (simbolo chimico Rn) in termini di classificazione chimica è uno dei gas rari, come neon, kripton e xeno. Questo gas non reagisce con altri elementi chimici, e' radioattivo, incolore ed estremamente volatile Il Radon è il prodotto dal decadimento di tre nuclidi capostipiti che danno luogo a tre diverse famiglie radioattive; essi sono il Thorio 232, l'Uranio 235 e l'Uranio 238. Il Radon viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre ed in particolar modo da lave, tufi, pozzolane, alcuni graniti etc. Sebbene sia lecito immaginare che le concentrazioni di Radon siano maggiori nei materiali di origine vulcanica spesso si riscontrano elevati tenori di radionuclidi anche nelle rocce sedimentarie come marmi, marne, flysh etc. Come gas disciolto (in acqua) viene veicolato anche a grandi distanze dal luogo di formazione e puo' quindi essere presente nelle falde acquifere. Infine e' nota la sua presenza in alcuni materiali da costruzione. Esso è il più pesante dei gas conosciuti (densità 9.72 g/l a 0°C, 8 volte più denso dell'aria). Il radon si diffonde dal suolo nell'aria e, a volte, dall'acqua (nella quale può disciogliersi). In spazi aperti, è diluito dalle correnti d'aria e raggiunge solo basse concentrazioni. Al contrario, in un ambiente chiuso, come può essere quello di un'abitazione o di una miniera, il radon può accumularsi e raggiungere alte concentrazioni. Il radon e i prodotti del suo decadimento sono la principale causa di esposizione alla radioattività naturale. La quantità di radioattività associata ad ogni tipo di materiale o ambiente è misurata in bequerels (Bq). 1Bq corrisponde a una disintegrazione al secondo. Una concentrazione di 100 Bq/m3 significa quindi che 100 atomi si disintegrano ogni secondo in 1 m3 di materiale o ambiente in questione.
L'Organizzazione mondiale della Sanita' attraverso l'IARC (International Agency for Research on Cancer)ha inserito nel Gruppo 1 degli agenti cancerogeni conosciuti. La preoccupazione relativa alla pericolosità di questo gas è rafforzata dalle statistiche americane che lo danno come secondo elemento causante tumori ai polmoni con 15.000 - 22.000 morti annui.

postato da: alp alle ore 07:19 | Permalink | commenti
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